Il volo Malaysia Airlines 2133 era un volo domestico della Malaysia Airlines operato da un Fokker F27 Mark 050 in servizio fra l'aeroporto di Kota Kinabalu e l'aeroporto di Tawau, in Malaysia, e precipitato al suolo in fase di atterraggio il 15 settembre 1995, provocando la morte di 32 dei 49 passeggeri e di 2 dei 4 membri dell'equipaggio. È stato, fino all'episodio del volo Malaysia Airlines 370 del marzo 2014, il più grave incidente sofferto dalla compagnia aerea di bandiera malese.[1]
| Volo Malaysia Airlines 2133 | |
|---|---|
| Tipo di evento | Incidente |
| Data | 15 settembre 1995 |
| Ora | 12:22 UTC+8 |
| Tipo | Errore del pilota |
| Luogo | Aeroporto di Tawau |
| Stato | |
| Coordinate | 4°18′36.2″N 118°07′00.7″E |
| Tipo di aeromobile | Fokker F50 |
| Operatore | Malaysia Airlines |
| Numero di registrazione | 9M-MGH |
| Partenza | Aeroporto Internazionale di Kota Kinabalu, Kota Kinabalu, Malaysia |
| Destinazione | Aeroporto di Tawau, Tawau, Malaysia |
| Occupanti | 53 |
| Passeggeri | 49 |
| Equipaggio | 4 |
| Vittime | 34 |
| Feriti | 19 |
| Sopravvissuti | 19 |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati estratti da Aviation Safety Network | |
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L'aeromobile che operava il volo 2133 era un Fokker F50 con marche 9M-MGH e numero di serie 20174; costruito nel gennaio 1990 negli stabilimenti della Fokker presso l'aeroporto di Amsterdam-Schiphol, nei Paesi Bassi, fu consegnato alla Malaysia Airlines il 24 marzo 1990.[2][3]
Il Fokker decollò regolarmente da Kota Kinabalu e alle ore 12:55 del 15 settembre 1995 toccò terra soli 500 metri prima della fine della pista 17, lunga 2 200 metri, dell'aeroporto di Tawau. Durante il tentativo del pilota di rialzarsi in volo, il Fokker perse quota e si schiantò su una baraccopoli nei pressi dell'aeroporto, abbattendo 20 abitazioni e ferendo gravemente una decina di abitanti.Trentaquattro dei presenti a bordo morirono nelle fiamme, mentre i 18 passeggeri superstiti riuscirono ad abbandonare l'aereo attraverso gli scivoli di emergenza. Cinquantatré abitazioni rimasero distrutte dall'incendio lasciando 62 famiglie senza casa.
Il 17 settembre 4 esperti inviati dalla Fokker giunsero per assistere alle indagini preliminari e le scatole nere furono inviate a Londra per essere analizzate.Il 20 maggio 1998 i risultati delle indagini furono pubblicati con la conclusione che l'incidente doveva essere ascritto alla limitata capacità decisionale del pilota e alla mancata osservanza delle procedure operative standard. Al co-pilota venne imputata l'incapacità di avvisare il comandante sulle manovre azzardate che stava compiendo in fase di atterraggio.[4]